Cavalieri, giostre e tornei…
Castell’Arquato (PC). - Mentre in tutto il nord Italia era un weekend buio e piovoso sopra la lizza di Castell’Arquato anche il cielo si è aperto perché il sole non poteva resistere dal brillare e riflettersi sulle armature dei cavalieri che hanno dato vita al più cavalleresco dei tornei.
Ospiti della scuoladarme “Gens Innominabilis” ( infoltita dalla recente fusione con Anno+Domini) 32 cavalieri ( e quasi mai termine è stato usato più a proposito) hanno dato vita ad uno spettacolo sportivo antico di 600 anni.
Il torneo è durato 2 giorni.
il primo giorno, Sabato, si sono svolte le fasi a gironi nelle quali ogni combattente si è cimentato in 3 combattimenti. Questa fase non è stata priva di sorprese ed emozioni in usa serie di combattimenti intesi.
il secondo giorno, Domenica, è stato dedicato alla fase ad eliminazione diretta. Solo partecipare alla seconda giornata è stato un grande onore.
combattimenti, intensi, emotivi ma soprattutto Cavallereschi sono terminati tutti con scarti minimi; tanto che scendere in lizza e vincere e perdere è stata sempre questione di un soffio.
Gli incontri sono stati così intensi da strappare spontanei applausi al numeroso pubblico, nonostante dubito che ci fossero esperti tra loro, lo spettacolo quindi è stato diretto, emotivo, agonistico poiché come sempre la realtà è più meravigliosa di qualunque fantasia.
I giudici hanno dovuto dare fondo a tutta la loro capacità interpretativa e non di rado il combattimento andava più veloce dei loro occhi e parecchi colpi sono passati sotto l’uscio, ma questo cavallerescamente non è stato recriminato da nessuno.
Per la cronaca il torneo è stavo cinto una volta ancora da Tenebra (ita) a pari merito con Alexander (lit) dopo un infinito scontro con lo scudo, anche se a detta di tutti se l’incontro fosse stato affrontato con la spada lunga la sensazione è stata che il nostro ligure avesse surclassato l’ospite lituano.
Terzi classificati a pari merito sono giunti poi Zefiro (vero rappresentate della caviglieri errante) e Giglio (gens).
Rispetto alla edizione precedente inutile dire che il perfezionamento della Formula e del regolamento (giunti in un lungo lavoro di sperimentazione da parte di tutti noi in giro per l’italia nello scorso anno) ha permesso l’emergere di valori tecnici, di spettacolarità e crea combattimenti avvincenti.
in realtà questo tonero ad oggi ha rappresentato l’apice del circuito italiano ad oggi, lo stato dell’arte a fine 2008, ma al contempo, dovrebbe essere al base di partenza e lo standard per i tornei a venire nell’ormai chiaro e palese sodalizio dei cavalieri che praticano questo sport.
Come, d’altro canto, tramite passaggi come questo appena vissuto è chiaro che chi partecipa non gioca più a fare il cavaliere ma ad esserlo.
(seguirà un resoconto dettagliato dei gironi e degli scontri…)
Cotesemente Messer Torre
